Perché viaggiamo di più e più spesso?

Come e perché è cambiata la travel experience.

C’era un tempo, qualche decina di anni fa, in cui a scuola, di ritorno dalle vacanze estive, la maestra chiedeva a turno come le avessimo trascorse. La maggior parte dei bambini cresciuti come me, nell’hinterland milanese, aveva davanti due opzioni: raccontare dei tre mesi a casa con i genitori tra compiti e litigi familiari o, della settimana, in Riviera Romagnola, nel posto di sempre. Prima dell’avvento dei social, questo era quello che la maggior parte della gente comune, cresciuta nelle mie zone, faceva in estate. Senza vergogna raccontavamo dei nostri bagni melmosi nell’Adriatico, sfoggiando le nostre abbronzature senza protezione.

Nei miei ricordi non riaffiorano racconti di viaggi internazionali o esotici. Perché un tempo, della travel experience non ce ne fregava niente. Ci piaceva un posto e lì si andava, fino allo sfinimento.
Tutti, chi più e chi meno, accettavamo di avere le stesse priorità e obblighi sociali: lavorare, risparmiare e studiare. Le vacanze erano un di più.
Andare in vacanza, infatti, era un lusso che non tutti potevano permettersi. E quando prendere le ferie, poi? Quasi sempre le due centrali ad agosto quando l’azienda dove lavoravano i genitori restava chiusa.
A ripensarci, con questi parametri di scelta, la riviera romagnola sembrava la migliore delle opzioni per una famiglia standard.

Al giorno d’oggi, invece, non c’è gruppo sociale che non si interessi di viaggi e che non abbia detto almeno una volta, anche per scherzo, vorrei mollare tutto e girare il mondo. Per molte persone è addirittura diventato una realtà, nonché fonte di guadagno. Prova ad aprire instagram e nota la moltitudine di profili Travel Blogger.
Viaggiare è diventata una sfida a chi mette più bandierine sul mappamondo (o sui social).

Perché viaggiamo di più e più spesso?
Viaggiare non significa solo andare in vacanza, ma è diventato un desiderio di esplorare davvero il mondo, una necessità. Viaggiare è una esperienza, la cosiddetta travel experience, supportata dal turismo low cost e digitale.
La maggiore accessibilità è forse la motivazione principale che ha permesso a sempre più persone di fare quello che un tempo era (non troppo, eh) di nicchia: viaggiare, spesso.
Se pensiamo a come è cambiato il modo di viaggiare ci ricorderemo delle cose che prima erano i nostri fari nella notte quando si organizzava IL viaggio:

✈️ gli uffici turistici
✈️ i viaggi nazionali
✈️ le brochure e i cataloghi
✈️ la guida turistica (fisica e cartacea)
✈️ i viaggi in pullman
✈️ i biglietti da visita
✈️ le agenzie di viaggio

e-Dreams ha messo a confronto 50 anni di viaggio, come viaggiano le generazioni Baby Boomer (gli over 50) e i Millennials (dai 18 ai 29 anni oggi) : “rispetto a 10 anni fa le persone sono più disposte a prenotare un viaggio attraverso un’agenzia online e per la maggioranza è persino il modo preferito di organizzare una vacanza. Nello stesso periodo è anche aumentata la parte di stipendio riservata alle vacanze e l’aereo è diventato un mezzo di trasporto più popolare. Anche l’utilizzo dell’automobile (propria o affittata) è aumentato nell’ultimo decennio come l’uso del treno che offre la vantaggiosa formula dell’Interrail per viaggiare per l’Europa e visitare capitali come Parigi , Roma o Lisbona .”

Vi ritrovate?

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